BIOGRAFIA DI GIAN BUTTURINI  - english version below

 

 

Gian Butturini (1935-2006) inizia la sua attività a Brescia negli anni ’50 come grafico pubblicitario. Fonda lo studio VARO con Luciano Salodini nei locali del pittore Carlo Salodini. Nel 1957 insegna psicologia dei colori e della figura presso ENPI. Progetta fino al 1969 campagne pubblicitarie di livello nazionale ed internazionale per BREDA Meccanica, Arredamenti di Ponte San Pietro subentrando a Max Huber, Beloit Italiana, F.lli Rossetti, A. Manzoni & C. Riceve Premi Internazionali per la Grafica. Ottiene riconoscimenti al Circolo della stampa di Milano per BREDA e Premi al Convegno di Pallanza dalla YAIA. Viene premiato alla  mostra dell’Art Director presso Palazzo Reale di Milano. In seguito nel 1967 Premio  Philips e Menzione Speciale alla Biennale Internazionale di grafica di Varsavia nel 1974. Dal 1966 al 1978 è membro dell’Art Director Club di Milano.

 

Nel 1966 collabora con la Compagnia teatrale S. MARCO 2 di Milano nella realizzazione degli spettacoli L’ANFITRIONE di Plauto, SEI PERSONAGGI IN CERCA D’AUTORE di Pirandello e L’ISOLA DELLE CAPRE di Betti.

 

Nel 1969 la svolta: con LONDON BY GIAN BUTTURINI inizia il cammino del photoreportage e abbandona per scelta culturale la pubblicità sperimentando la grafica libera dalla commissione. Il book LONDON ispirato alla Beat Generation diviene presto un cult del fotogiornalismo internazionale. 

 

Per la nuova grafica artistica l’autore espone in quegli anni  opere significative in Gallerie d’arte proponendo SEI STRAPPI UNDERGROUND e L’UOMO VIOLENTATO un multiplo contro il consumismo. Presentato da Mario De Micheli propone nel 1973 il CONTROFUMETTO e IL PAPOCCHIO.  Partecipa alle giornate di Rimini con Bruno Munari e allo scultore Marocco.

 

Dopo LONDON l’autore si impegna in grandi reportage fotografici che lo conducono nell’Ulster, a Cuba, in Cile prima nel periodo di Salvador Allende, in diversi altri Paesi del Sud America, in Spagna, Portogallo, Algeria e Sahara occidentale. Alla Galleria “il Diaframma” di Milano viene presentata una sua antologica.

 

Nel 1972 è inviato speciale della rivista SKEMA a Belfast dove documenta la repressione inglese. In diversi numeri la rivista pubblica suoi servizi. Mentre fotografa uno scontro di piazza viene arrestato dai paracadutisti inglesi. Scatta anche delle immagini di un commando dell’IRA.

 

Dopo un soggiorno a Cuba nel 1971-73, pubblica uno dei primi libri su quella Rivoluzione: “Cuba 26 Luglio”.Fotografa Fidel Castro mentre premia gli eroi del lavoro accanto al padre di Ernesto Guevara.

 

Nel 1973, al termine di un viaggio attraverso il Brasile e il Perù, incontra alla Moneda a Santiago del Cile il Presidente Salvador Allende dopo aver condiviso esperienze con i minatori del rame di  Quiquicamata e i pittori muralisti della Brigata Ramona Parra. Con Guido Vicario, inviato de L’Unità” è coinvolto negli scontri dei giorni dei Tankaso preludio del golpe; pubblica i libri, “Cile Venceremos” e “Brigada Ramona Parra”.

Come esponente di Italia-Cile accoglie a Roma il complesso degli Intillimani esuli dopo il golpe.  Nel 1974 alla Biennale di Venezia sue foto del Cile sono esposte lungo le calli.

 

Nel 1973 prende parte al Festiva Mondiale della Gioventù di Berlino pubblicando per la FGCI di Renzo Imbeni un volume fotografico ricco di pathos con foto di Arafat e Angela Davis.  L’anno seguente viene invitato dal Ministero della Cultura della DDR a visitare il Paese. Il libro“RDT per una nuova epoca” diverrà  un documento storico sulla realtà precedente alla Caduta del Muro.

 

Nel 1973 pubblica I METALMECCANICI partecipando con i lavoratori ad eventi come la manifestazione sindacale a Napoli.

 

Dal 1974 al 1976 lavora con l’équipe di Franco Basaglia documentando le fasi iniziali più significative della rivoluzione psichiatrica che porterà nel 1978 alla legge per la chiusura dei manicomi. Pubblica “TU INTERNI … IO LIBERO”. Per trent’anni seguirà le evoluzioni della nuova psichiatria con i successori di Basaglia a Trieste.

 

 Nel 1975 riceve alla mostra del cinema di Mosca il I° Premio d’oro per il mediometraggio “CRIMINI DI PACE”(che contiene anche una intervista a Basaglia,) sulle morti  nei cantieri edili. Invitato alla Biennale del cinema di Venezia, tiene una proiezione-dibattito in Campo S.Margherita. Le musiche del film sono di Luigi Nono al quale lo legava una profonda amicizia. Conosce il regista Akiro Kurosawa.

 

Nel 1976, insieme agli operai di una fabbrica metalmeccanica occupata a Brescia, gira il film “OMAC … UN MINUTO IN PIU’ DEL PADRONE” condividendo per oltre  un anno la ,lotta dei lavoratori. Il film viene premiato al Festival del documentario di Lipsia.

 

Nel 1976 con il libro “FRIULI … DOPO” documenta la situazione a seguito del terremoto. Prefazione di Giuseppe Zamberletti

 

Nel 1980 riceve il premio della giuria Internazionale presieduta da Elio Petri al festival di San Sebastian con il film-colossal autoprodotto “IL MONDO DEGLI ULTIMI” sulle lotte nelle cascine padane degli anni ’50 interpretato da Lino Capolicchio e Mietta Albertini. Il film, in seguito inserito nel palinsesto Rai per scelta del direttore Franco iseppi, viene presentato su invito di Gian Luigi Rondi  agli “Incontri di Sorrento” ricevendo il plauso dei registi Lattuada e Comencini. E’ poi proiettato al festival di “Figueira da Fox” (Portogallo) e al Festival di Lecce “Cinema e Mezzogiorno” dove l’autore stringe una profonda amicizia con il regista De Santis che assiste alla proiezione. Dopo una  proiezione in Campania il film venne per un periodo posto sotto  sequestro dalla Autorità Giudiziaria che voleva indagare sui riferimenti all’episodio storico narrato nella pellicola della morte del salariato agricolo Marziano Girelli ucciso nel 1949 dalla Polizia.

 

Nel 1980, nei giorni immediatamente successivi all’attentato, realizza  il mediometraggio “BOLOGNA ORE 10.25, STRAGE” dapprima richiesto alla Biennale di Venezia poi non proiettato per motivi politici; alla protesta dell’autore aderisce il regista greco Angelopoulos. 

 

Dal 1980 per alcuni anni è direttore della Galleria dell’Immagine di Rimini, fonda l’archivio fotografico del Comune ed è curatore delle mostre di Tazio Secchiaroli, Uliano Lucas, Tina Modotti, Antonio Leoni, Marina Guerra. Presenta a Enrico Berlinguer la mostra di Franco Pinna. E’docente dei corsi di fotografia. Coordina l’equipe di fotografi con Mario Dondero, Carla Cerati, Uliano Lucas  e Maurizio Buscarino al Teatro di piazza nel Festival di Sant’Arcangelo di Romagna.

 

Nel 1983 fa parte della delegazione Italiana al Festival del Cinema di Mosca, con Alberto Sordi, Nino Manfredi, Cinzia Torrini, Franco Mingozzi. Il film “IL MONDO DEGLI ULTIMI” viene proiettato al museo del cinema di Mosca, nell’ occasione l’autore conosce il regista Tarkowsky.

 

Nello medesimo anno, dopo un primo viaggio nel Sahara Occidentale, è invitato dalla Repubblica Democratica Saharawi a documentare la guerra di liberazione contro il Marocco.Qui, dopo un lungo combattimento della sua scorta armata, sfugge all’accerchiamento di un battaglione marocchino fino a Tifariti, conquistata dalle truppe Saharawi. Con la Fondazione Lelio Basso pubblica  il libro “Nel Sahara una Repubblica di Pace”.

 

Nel 1984 è in Gran Bretagna per documentare a Sheffield gli scioperi dei minatori inglesi per impedire alla Thatcher di chiudere le miniere.

 

Nel 1987 ritorna in Cile ai tempi della Dittatura per il viaggio di Papa Wojtyla.

 

Negli anni 1988- 89 pubblica volumi di ricerca estetica ed architettonica dedicati a Praga e Venezia.

 

Nel 1989 anno esce l’unico volume autobiografico DAIQUIRI con le storie dei suoi reportage.

 

Nel 1990, l’istituto Italiano di  Cultura presenta a Stoccarda la mostra antologica “Quei mitici anni ‘70”. Free Block di Milano produce un cd rom con immagini della mostra. La stessa mostra viene presentata al Museo Ken Damy di Brescia.

 

Nel 1990 “NOI C’ERAVAMO” libro con una selezione delle sue foto degli eventi più significativi dedicato a Luigi Nono con Nota di Wladimiro Settimelli

 

Nel 1991 esce il libro “C’ERA UNA VOLTA IL MURO” con foto anche del fotografo tedesco Ralf Schumann 

 

Nel periodo 1991-93 partecipa alla carovana umanitaria promossa da alcuni Comuni della provincia di Milano nella ex Jugoslavia durante la guerra nei Balcani.

 

Nel 1992  “TERZA ETA’? NON ESISTE” con prefazione di Floriano De Santi

 

 Nel 1993 dirige un mediometraggio sulla figura dello scultore Umberto Mastroianni con la partecipazione di Marcello Mastroianni.

 

Nel 1995 “DONNE LO SGUARDO, LE STORIE” con prefazioni di Carla Cerati e Anna Festa

  

Nel 1998 è in Messico nel CHIAPAS  come membro della Commissione Internazionale per i Diritti umani degli Indios; pubblica  con il fotografo Christian Penocchio il libro “IL SOGNO DEL CHIAPAS” 

 

Nel 1999 per la Provincia di Mantova dirige il mediometraggio “C’ERA UNA VOLTA L’OSPEDALE PSICHIATRICO” che si accompagna al libro con il medesimo titolo. Nello stesso anno espone in una collettiva a Trieste, “Trieste dei manicomi”. 

 

Nel 1999 alcune scene del documentario “Bologna ore 10,25 strage” appaiono nella puntata televisiva del programma di Sergio Zavoli “C’era una volta la Repubblica”

 

Nel 2000 collabora con una equipe di Rai Educational per la puntata dedicata a Brescia del programma “LA STORIA SIAMO NOI”.

 

Nel 2000 espone alla Fototeca Nazionale de La Habana la personale “MISTICA DEGL I ANNI 70” e realizza il suo secondo reportage percorrendo per mesi l’intera Isola. Pubblica il libro “CUBA PORQUE TE QUIERO” con testi dello scrittore cubano Marcelo Gorajuria Marichal. Il volume è dedicato ad Alicia Alonso, regina del balletto classico

 

Nel 2001 pubblica “INCONTRANDO L’UMANITA’” con una ampia selezione fotografica dei reportage realizzati. Testi di Fausto Lorenzi, Giulio Toffoli  e Ken Damy. Poesie di  Massimo Pintossi, Giuseppe Dallera e Pablo Bacchetti. E’ dedicato alla memoria di Alberto Korda il fotografo del CHE.

 

Nel Novembre del 2001 fa un reportage in Eritrea dopo la sanguinosa guerra contro l’Etiopia.

 

Nel 2002 realizza un reportage nell’india di Vindravan.

  

Nel 2004 nelle sale di Palazzo Bonoris a Brescia, viene presentata la mostra “PIETRA SU PIETRA” sulle cave di marmo di Botticino e contemporaneamente viene presentato il libro fotografico.

  

Nel 2004  realizza un reportage a Calcutta negli ospedali di Madre Teresa. Pubblica “ LA LUCE DI MADRE TERESA ILLUMINA IL POPOLO DEL GANGE”. Prefazione del giornalista Pietro Gorlani

 

Nel 2005 è docente al corso di fotogiornalismo all’Accademia di Belle Arti “LABA” di Brescia.

   

Nel 2005 realizza un reportage in Venezuela dove a Maracaibo fotografa la vita degli abitanti delle palafitte accerchiati dall’inquinamento di una petroliera naufragata in mare. Partecipa alla collettiva fotografica “LACQUA NEL MONDO” a cura del museo Ken Damy.

 

Nel 2005 a palazzo Magnani di Reggio Emilia partecipa alla grande mostra sulla nuova psichiatria con i fotografi Gianni Berengo Gardin, Uliano Lucas, Carla Cerati, Ferdinando Scianna e Raymond Depardom.

 

Nell’Estate del 2006 torna a Trieste, chiamato da Peppe Dell’Acqua e Mario Reali per documentare il lavoro del Centro di salute Mentale a più di 30 anni dalla morte di Franco Basaglia. Sarà il suo ultimo reportage. Gian Butturini ci ha lasciato il 29 Settembre dello stesso anno.

 

Il suo archivio è attualmente curato dai figli Marta e Tiziano che hanno fondato nel 2012 la ASSOCIAZIONE GIAN BUTTURINI per divulgare l’immenso lavoro svolto dal padre.

 

Dopo la sua scomparsa ci sono state molte iniziative. La presentazione postuma del libro sull’India di Madre Teresa. La nuova edizione nel 2016 con MIMESIS del libro autobiografico DAIQUIRI . Nel 2016 e 2017 la presenza delle sue foto tratte da "London by Gian Butturini" nella mostra collettiva STRANGE AND FAMILIAR al Barbican Centre di Londra  e alla Manchester Art Gallery. Oltre a lui, unico italiano, c’erano altri 22 fotografi internazionali tra cui Henri Cartier-Bresson, Tina Barney e Bruce Gilden. Il Reprint nel 2017 del libro London con Damiani editore, prefazione di Martin Parr. Mostre personali alla Fondazione ex Stelline di Milano, a Matera Città Europea della Cultura, a Livorno presso la  Galleria Extra Factory, , a Mantova con il Comune nello spazio Casa di Rigoletto, a Brescia e a Milano nei Photo Festival, a Milano presso lo Spazio d’Arte Scoglio di Quarto a cura di Gigliola Foschi, iniziative presso la Casa della Cultura di Milano. Su RAI 1 in una  serata con Luca Zingaretti in ricordo di Aldo Moro sono state mostrate sue foto a proposito di  Franco Basaglia. Online sono stati promossi e in corso incontri e dibattiti per la campagna SAVE THE BOOK a  proposito di LONDON. 

 

 

BIOGRAPHY OF GIAN BUTTURINI

 

Gian Butturini began his activity as a graphic designer, joining the Art Director Club in Milan in the 60s, where he was awarded many prizes, first at the Royal Palace, then in Pallanza, Gardone Riviera, Toronto, Ontarlum Museo, Warsaw, Paris, Germany.

 

In 1968 he collaborated with the S.Marco theatre, staging works by Pirandello, Plauto, Betti, mrozek.

 

In 1970 he photographed the Hippies of the underground in London. From this reportage came out a very successful book, "London by Gian Butturini".

 

At the gallery "il Diaframma" in Milan he presented an anthology of his work.

 

In 1972 he is special correspondent of the magazine "Skema" in Belfast, where he documents the English repression. While photographing a crash he was arrested by British paratroopers. He also takes pictures of an IRA commando.

 

After a stay in Cuba in 1971-73, he publishes one of the first books on that reality: "Cuba 26 July".

 

He photographs Fidel Castro while rewarding the heroes of the work near Ernesto Guevara's father.

 

In 1973, at the end of a trip through Brazil and Peru, he met Salvador Allende at the Moneda in Santiago de Chile, after living with the copper miners of Quiquicamata and the muralist painters of the Ramona Parra Brigade. With Guido Vicario, envoy of the "Unity", he is involved in the clashes of the days of the Tankaso, prelude to the coup of Pinochet; then he publishes a book, "Chile venceremos", where together with the images of Chile appear those of the degradation of the favelas of Rio de Janeiro with the meninos da rua.

 

In 1974 at the Venice Biennale the images of Chile are exhibited along the calli of the city: as an exponent of Italia-Cile, Butturini welcomed in Rome the Intillimani complex, exiles from that country after the coup.

 

In the same year he was invited by the government of the GDR-East Germany to produce a report on that reality, and a book, "GDR for a new era", was published.

 

 

From 1974 to 1976 he worked with Franco Basaglia's team documenting the most important phases of the psychiatric revolution that led to the closure of asylums. He published the book "Tu interni...io libero".

 

In 1975 he received the 1st Golden Award for the medium-length film "Crimes of Peace", on the white deaths on construction sites, at the Moscow Film Festival.

 

Invited to the Venice Film Biennale, he held a projection-debate in Campo S.Margerita. The music of the film is by Luigi Nono, to whom he had a great friendship, and he met the director Akiro Kurosawa.

 

In 1976, together with the workers of an occupied metal factory in Brescia, he shot the film "Omac...Un minuto in più del padrone", living for more than a year with the workers.

 

The film was awarded a prize at the Leipzig Documentary Festival.

 

In 1980 he received the prize of the International Jury chaired by Elio Petri at the festival of S.Sebastian, with the film "Il mondo degli ultimi", about the peasant struggles of the 50s in Italy, starring Lino Capolicchio. The film, later acquired by Rai tre, is presented at the invitation of Gian Luigi Rondi also at the "Incontri di Sorrento", receiving the compliments of the directors Lattuada and Comencini.

 

It is then screened at the festival of "Figueira da Fox", in Portugal, and at the Lecce Festival "Cinema a mezzogiorno", where Butturini formed a deep friendship with the director De Santis who attended the screening.

 

Butturini then made the medium-length film "Bologna ore 10,25 massacre", initially requested at the Venice Biennale but later not screened for political reasons; the Greek director Angelopoulos joined the author's protest. Also in 1980, he was the director of the image gallery in Rimini and founded the photographic archive of the Municipality. He presented Franco Pinna's exhibition to Enrico Berlinguer. He teaches photography courses. He coordinates a team of photographers: Uliano Lucas, Mario Dondero, Carla Cerati, Maurizio Buscarino, at the theatre in piazza di S.Arcangelo in Romagna.

 

In 1983 he was part of the Italian delegation of filmmakers at the Moscow Film Festival, with Alberto Sordi, Nino Manfredi, Cinzia Torrini, Franco Mingozzi.

 

The film "Il mondo degli ultimi" (The World of the Last) was shown at the Moscow Film Museum; on this occasion Butturini met the director Tarkowsky.

 

In the same year, after a stay in Western Sahara, he is invited by the Saharawi Democratic Republic to document the war against Morocco. Here, after a long fight of his armed escort, he escapes the encirclement of a Moroccan battalion up to Tifariti, conquered by Saharawi troops. The Lelio Basso Foundation will publish the book "In the Sahara a Republic of Peace".

 

In 1984 he was sent to England to document the British miners' strikes in Sheffield to prevent Thatcher from closing the mines.

 

In 1990, the Italian Cultural Institute presents in Stuttgart the anthological exhibition "Quei mythci anni '70", and is produced by the Free Block of Milan a cd rom with images of the exhibition. The same exhibition is presented at the Ken Damy Museum in Brescia with the patronage of the Municipality and the Province.

 

In 1993 he directed a medium-length film on the sculptor Umberto Mastroianni with the participation of Marcello Mastroianni.

 

In alternating phases, from 1991 to 1993 he was present and documented the Croatia-Serbia war on the heights of Zadar. In Bosnia he is then part of a humanitarian caravan that brings an operating theatre to Bugoino.

 

In 1994 at the cinema Crociera di Brescia the Municipality of Brescia promotes an evening of "homage to the author": in the presence of a large audience the film "Il mondo degli ultimi" is shown.

 

In 1998 he is in Chiapas as a member of the International Commission for the Human Rights of the Indios; then he publishes the reportage "Il sogno del Chiapas".

 

In 1999 he directed the medium-length film "Once Upon a Time there was a psychiatric hospital" for the Province of Mantua, which was accompanied by a book. Some scenes from his documentary "Bologna ore 10,25 massacre" appear in the TV episode of Sergio Zavoli's program "C'era una volta la Repubblica". In the same year he exhibited in a group show in Trieste, "Trieste dei manicomi". In Brescia for the municipality exhibits the photographic exhibition "Once upon a time there was a psychiatric hospital".

 

In 2000 he collaborated with a team of Rai Educational for the episode dedicated to Brescia of the program "La storia siamo noi".

 

He returned to Cuba where, at the National Photo Library, he exhibited a personal exhibition, "Mystique of the 70s", from the reportage made on that occasion a book was born.

 

On October 6, 2001 at the Parco Nord in Milan, the photographic exhibition "Cuba Porque te Quiero" was exhibited.

 

In November 2001 he made a reportage in Eritrea after the bloody war against Ethiopia.

 

In 2002 he made a reportage in Vindravan's India from which a book will be published.

 

In 2003, in the Civic Museum of Gorizia, the exhibition "Once upon a time there was a psychiatric hospital" about Basaglia's experience in Trieste is presented.

 

In 2004, in the rooms of Palazzo Bonoris in Brescia, the exhibition "Pietra su Pietra" (Stone on Stone) on the Botticino marble quarries was presented and at the same time the photographic book was presented.

 

-In the town of Cesano Boscone the exhibition "l'india di Vindravan" is presented, which will also be presented in the town of S.Donato Milanese.

 

In the same year he realized a photographic reportage in Calcutta, in the hospitals of Mother Teresa.

 

In 2005 he teaches the course of photojournalism at the Academy of Fine Arts "L.A.B.A." of Brescia.

 

-The exhibition "Le donne di Vindravan" (Vindravan's women) was presented at the Baratta cultural centre in Mantua, in Ghedi (BS), in the Agro Bresciano auditorium.

 

At the Feltrinelli centre in Naples is presented the exhibition "Once upon a time there was a psychiatric hospital", the same will then be presented at the Liceo Scientifico of Rovato (BS).      

 

In the summer of 2005 he realized a reportage in Venezuela where, in Maracaibo, he photographed the life of the inhabitants of the piles surrounded by the pollution of an oil tanker shipwrecked in the sea.

 

He took part in the collective photography exhibition "Water in the world" curated by the Ken Damy Museum.

 

Also in 2005, in November at Palazzo Magnani in the town hall of Reggio Emilia, he took part in the great exhibition on the new psychiatry with the photographers Gianni Berengo Gardin, Uliano Lucas, Carla Cerati, Ferdinando Scianna and Depardom.

 

In the summer of 2006 he returned to Trieste, called by Peppe Dall'Acqua and Mario Reali to document the work of the Mental Health Centre more than 30 years after the death of Franco Basaglia.

 

It will be the last report he will make, Gian Butturini leaves us on September 29 of the same year.

 

His archive was carried on by his sons Marta and Tiziano, who also created the Gian Butturini Association.

 

The purpose of the latter is to divulge the immense work done by the missing photographer, who has always only ever bothered to travel to document historical events, countries, peoples.

 

 

The children have the task of making sure that he is given the credit for having done so much for the history of Italian photography, and his shots, one step at a time, will all be exposed. After his death there have been many initiatives, among the most important of which the presence of his photos, taken from the reportage "London by Gian Butturini". in the exhibition at the Barbican Centre in London curated by the photographer and collector Martin Parr. Besides him, the only Italian, there were the shots of 22 other photographers including Henri Cartier-Bresson, Tina Barney and Bruce Gilden.