BIOGRAFIA DI GIAN BUTTURINI

 

 

Gian Butturini inizia la sua attività come grafico entrando a far parte, negli anni ’60, dell’Art Director Club a Milano, dove gli vengono attribuiti molti premi, prima al Palazzo Reale, poi a Pallanza, Gardone Riviera, Toronto, Ontarlum Museo, Varsavia, Parigi, Germania.

 

Nel 1968 collabora con il teatro S.Marco, mettendo in scena opere di Pirandello, Plauto, Betti, mrozek.

Nel 1970 fotografa a Londra gli Hippie dell’underground. Da questo reportage uscirà un libro di grande successo, “London by Gian Butturini”.

Alla galleria “il Diaframma” di Milano viene presentata una sua antologica.

 

Nel 1972 è inviato speciale della rivista “Skema” a Belfast, dove documenta la repressione inglese. Mentre fotografa uno scontro viene arrestato dai paracadutisti inglesi. Scatta anche delle immagini di un commando dell’IRA.

Dopo un soggiorno a Cuba nel 1971-73, pubblica uno dei primi libri su quella realtà:

“Cuba 26 Luglio”.

Fotografa Fidel Castro mentre premia gli eroi del lavoro vicino al padre di Ernesto Guevara.

 

Nel 1973, al termine di un viaggio attraverso il Brasile e il Perù, incontra alla Moneda a Santiago del Cile Salvador Allende, dopo aver vissuto con i minatori dei rame di  Quiquicamata e i pittori muralisti della Brigata Ramona Parra. Con Guido Vicario, inviato dell’”Unità”, è coinvolto negli scontri dei giorni dei Tankaso, preludio al golpe di Pinochet; pubblica poi un libro, “Cile venceremos”, dove insieme alle immagini del Cile appaiono quelle del degrado delle favelas di Rio de Janeiro con i meninos da rua.

 

Nel 1974 alla Biennale di Venezia le immagini del Cile sono esposte lungo le calli della città: come esponente di Italia-Cile, Butturini accoglie a Roma il complesso degli Intillimani, esuli da quel paese dopo il golpe.

Nello stesso anno è invitato dal governo della RDT-Germania Est, a produrre un reportage su quella realtà.Uscirà un libro, “RDT per una nuova epoca”.

 

Dal 1974 al 1976 lavora con l’équipe di Franco Basaglia documentando le fasi più importanti della rivoluzione psichiatrica che porterà alla chiusura dei manicomi. Pubblica il libro “Tu interni….io libero”.

 

Nel 1975 riceve il I° premio d’oro per il mediometraggio “Crimini di pace”, sulle morti bianche nei cantieri, alla mostra del cinema di Mosca.

Invitato alla Biennale del cinema di Venezia, tiene una proiezione-dibattito in Campo S.Margerita. Le musiche del film sono di Luigi Nono, al quale lo legava una grande amicizia.Conosce il regista Akiro Kurosawa.

 

Nel 1976, insieme agli operai di una fabbrica metalmeccanica occupata a Brescia, gira il film “Omac…Un minuto in più del padrone”, vivendo per più di un anno con i lavoratori.

Il film viene premiato al Festival del documentario di Lipsia.

 

Nel 1980 riceve il premio della giuria Internazionale presieduta da Elio Petri al festival di S.Sebastian, con il film “Il mondo degli ultimi”, sulle lotte contadine degli anni ’50 in Italia, interpretato da Lino Capolicchio. Il film, in seguito acquisito da Rai tre, viene presentato su invito di Gian Luigi Rondi anche agli “Incontri di Sorrento”, ricevendo i complimenti dei registi Lattuada e Comencini.

E’ poi proiettato al festival di “Figueira da Fox”, in Portogallo, e al Festival di Lecce “Cinema a mezzogiorno”, dove Butturini stringe una profonda amicizia con il regista De Santis che assiste alla proiezione.

Butturini realizza poi il mediometraggio “Bologna ore 10,15 strage”, dapprima richiesto alla Biennale di Venezia ma in seguito non proiettato per motivi politici; alla protesta dell’autore aderisce il regista greco Angelopoulos. Sempre nel 1980, è direttore della galleria dell’immagine di Rimini e fonda l’archivio fotografico del Comune. Presenta a Enrico Berlinguer la mostra di Franco Pinna. E’docente dei corsi di fotografia. Coordina un’équipe di fotografi: Uliano Lucas, Mario Dondero, Carla Cerati, Maurizio Buscarino, al teatro di piazza di S.Arcangelo in Romagna.

 

Nel 1983 fa parte della delegazione Italiana dei cineasti al Festival del cinema di Mosca, con Alberto Sordi, Nino Manfredi, Cinzia Torrini, Franco Mingozzi.

Il film “Il mondo degli ultimi” viene proiettato al museo del cinema di Mosca; in questa occasione Butturini conosce il regista Tarkowsky.

Nello stesso anno, dopo un soggiorno nel Sahara Occidentale, è invitato dalla Repubblica Democratica Saharawi a documentare la guerra contro il Marocco.Qui, dopo un lungo combattimento della sua scorta armata, sfugge all’accerchiamento di un battaglione marocchino fino a Tifariti, conquistata dalle truppe Saharawi. Verrà pubblicato dalla fondazione Lelio Basso il libro “Nel Sahara una Repubblica di pace”.

 

Nel 1984 è inviato in Inghilterra per documentare a Sheffield gli scioperi dei minatori inglesi per impedire alla Thatcher di chiudere le miniere.

 

Nel 1990, l’istituto Italiano di  Cultura presenta a Stoccarda la mostra antologica “Quei mitici anni ‘70”, ed è prodotto dal Free Block di Milano un cd rom con immagini della mostra. La stessa mostra viene presentata al Museo Ken Damy di Brescia con il patrocinio del Comune e della Provincia.

 

Nel 1993 dirige un mediometraggio sullo scultore Umberto Mastroianni con la partecipazione di Marcello Mastroianni.

In fasi alterne, dal 1991 al 1993 è presente e documenta la guerra Croazia-Serbia sulle alture di Zara. In Bosnia fa parte poi di una carovana umanitaria che porta una sala operatoria a Bugoino.

 

Nel 1994 al cinema Crociera di Brescia il Comune di Brescia promuove una serata di “omaggio all’autore”: alla presenza di un folto pubblico si proietta il film “Il mondo degli ultimi”.

 

Nel 1998 è nel Chiapas come membro della Commissione Internazionale per i Diritti umani degli Indios; pubblica poi il reportage “Il sogno del Chiapas”.

 

Nel 1999 per la Provincia di Mantova dirige il mediometraggio “C’era una volta l’ospedale psichiatrico” che si accompagna a un libro. Alcune scene del suo documentario “Bologna ore 10,15 strage” appaiono nella puntata televisiva del programma di Sergio Zavoli “C’era una volta la Repubblica”. Nello stesso anno espone in una collettiva a Trieste, “Trieste dei manicomi”. A Brescia per il comune espone la mostra fotografica “C’era una volta l’ospedale psichiatrico”.

 

Nel 2000 collabora con una equipe di Rai Educational per la puntata dedicata a Brescia del programma “La storia siamo noi”.

 

Ritorna a Cuba dove, alla Fototeca Nazionale, espone una personale, “Mistica degli anni ‘70”, dal reportage realizzato in quell’occasione nascerà un libro.

 

Il 6 Ottobre del 2001 al Parco Nord di Milano viene esposta la mostra fotografica “Cuba Porque te Quiero".

Nel Novembre del 2001 fa un reportage in Eritrea dopo la sanguinosa guerra contro l’Etiopia.

 

 

Nel 2002 realizza un reportage nell’india di Vindravan dal quale verrà poi pubblicato un libro.

 

Nel 2003, nel museo civico di Gorizia, viene presentata la mostra “C’era una volta l’ospedale psichiatrico” sull’esperienza di Basaglia a Trieste.

 

Nel 2004 nelle sale di Palazzo Bonoris a Brescia, viene presentata la mostra “Pietra su Pietra” sulle cave di marmo di Botticino e contemporaneamente viene presentato il libro fotografico.

-Nel comune di Cesano Boscone viene presentata la mostra “l’india di Vindravan” che verrà presentata anche nel comune di S.Donato Milanese.

Nello stesso anno realizza un reportage fotografico a Calcutta, negli ospedali di Madre Teresa.

 

Nel 2005 è docente al corso di fotogiornalismo all’accademia di belle arti “L.A.B.A.” di Brescia.

-Al centro culturale Baratta di Mantova viene presentata la mostra “Le donne di Vindravan”, la stessa verrà poi presentata a Ghedi (BS), nell’auditorium dell’Agro Bresciano.

Al centro Feltrinelli di Napoli viene presentata la mostra “C’era una volta l’ospedale psichiatrico”, la stessa verrà poi presentata al Liceo Scientifico di Rovato (BS).      

Nell’estate del 2005 realizza un reportage in Venezuela dove, a Maracaibo, fotografa la vita degli abitanti delle palafitte accerchiati dall’inquinamento di una petroliera naufragata nel mare.

Partecipa alla collettiva fotografica “L’acqua nel mondo” a cura del museo Ken Damy.

Sempre nel 2005, nel mese di Novembre a palazzo Magnani del comune di Reggio Emilia, partecipa alla grande mostra sulla nuova psichiatria con i fotografi Gianni Berengo Gardin, Uliano Lucas, Carla Cerati, Ferdinando Scianna e Depardom.

Nell’Estate del 2006 torna a Trieste, chiamato da Peppe Dall’Acqua e Mario Reali per documentare il lavoro del Centro di salute Mentale a più di 30 anni dalla morte di Franco Basaglia.

Sarà l’ultimo reportage che farà, Gian Butturini ci lascia il 29 Settembre dello stesso anno.

 

Il suo archivio è stato portato avanti dai figli Marta e Tiziano, i quali hanno anche creato l’Associazione Gian Butturini.

Lo scopo di quest’ultima è quello di divulgare l’immenso lavoro fatto dal fotografo scomparso, il quale si è sempre solo preoccupato di viaggiare per documentare gli avvenimenti storici, i paesi, i popoli.

 

Ai figli spetta il compito di far sì che gli venga riconosciuto il merito di aver fatto tantissimo per la storia della fotografia italiana, ed i suoi scatti, un passo alla volta, verranno esposti tutti.

 

Dopo la sua scomparsa ci sono state molte iniziative, tra le più importanti la presenza delle sue foto, tratte dal reportage “London by Gian Butturini”, nella mostra al Barbican Centre di Londra curata dal fotografo e collezionista Martin Parr. Oltre a lui, unico Italiano, erano presenti gli scatti di altri 22 grandi fotografi tra cui Henri Cartier-Bresson, Tina Barney e Bruce Gilden.